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Farmacia e social: cosa aspettarsi?

farmacia e social

ESSERE FARMACISTI AI TEMPI DEI SOCIAL: LA RICETTA VINCENTE PER NON PERDERE CLIENTI

Questo articolo è frutto della collaborazione tra Now Progetto Farmacia e Axess PR, un’azienda che si occupa di pubbliche relazioni in ambito healthcare. Si propone di indagare brevemente il rapporto tra farmacia e social, in un’era in cui la presenza sul web diventa fondamentale per qualsiasi attività. Un particolare ringraziamento va a Dario Francolino, CEO di Axess e autore di questo articolo. Se si volesse approfondire l’argomento marketing in farmacia, si può leggere il libro che ha scritto in proposito.

Il Web e in particolare i social network hanno sviluppato un nuovo mondo virtuale, parallelo a quello reale, in cui sempre più persone cercano notizie, relazioni e prodotti. Un mondo che anche il farmacista deve imparare a conoscere, sia per “promuovere” online la sua farmacia o parafarmacia, sia per rispondere in modo professionale alle crescenti richieste di consigli sulla salute avanzate dagli utenti del web: sono infatti 11 milioni e mezzo gli italiani che utilizzano Internet e i principali social network per cercare informazioni sulla salute (fonte: indagine GFK Eurisko, 2016).

L’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, invece, ha osservato come i social network incidano in maniera rilevante sull’assistenza medica e sulla salute, permettendo una comunicazione e promozione diretta attraverso un canale accessibile a tutti, oltre ad offrire ai pazienti affetti dalla stessa patologia un’occasione di networking.

Social: non solo vetrina per la farmacia

In Italia, il 55% delle farmacie ha una propria pagina Facebook (fonte: indagine Media For Health, 2017) ma sono ancora poche quelle che vanno oltre la ricerca della semplice visibilità online. In questo senso la vera opportunità da cogliere per il farmacista è quella di trasformare le proprie pagine social da semplice vetrina, in cui mettere in mostra i propri prodotti, a offerta di servizi, scambiandosi informazioni con i suoi clienti-pazienti. Questi ultimi sono su Facebook e chiedono non solo consigli sull’assunzione dei medicinali ma anche consulenze sull’adozione di stili di vita corretti e salutari e le farmacie che già riscuotono un certo seguito sui social rispondono in maniera efficace a queste richieste, realizzando contenuti ad hoc.

Grazie alla loro stessa natura di canale di dialogo privilegiato con i clienti i social network possono concretamente aiutare le farmacie italiane a consolidare la propria competitività, anche di fronte alla potenza di fuoco messa in campo dalle grandi catene e dai colossi commerciali che stanno entrando prepotentemente in questo mercato: in questo modo il farmacista che si è tenuto al passo con i tempi utilizzando i social, potrà differenziarsi per la capacità unica di metterci la faccia. In più il “farmacista social” è in grado di dialogare con il territorio, comprendendone la lingua e può collegarsi con successo alle iniziative locali, facendosi percepire come attore capace e affidabile.

In conclusione:

I social network rappresentano quindi una realtà, che piaccia o meno, facente parte di quel percorso di specializzazione e di arricchimento della gamma dei servizi che i professionisti della farmacia devono intraprendere per poter emergere in un mercato sempre più competitivo. Per quanto possa apparire strano, il progressivo invecchiamento della popolazione può dare loro una mano: Facebook, ad esempio, è diventato uno strumento utilizzato per la maggior parte dalla popolazione adulta (età compresa fra i 30 e i 65 anni), che fra l’altro costituisce la fascia di clienti principale per una farmacia.

Insomma per un farmacista essere sui social significa offrire risposte a chi è assetato di conoscenze, ma soprattutto vuole essere ascoltato e ha bisogno di consigli professionali.

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